Ammetto di non essere una fan sfegatata né di Emma, né del Festival di Sanremo, né di Celentano. E nella passata settimana ho avuto (di meglio) da fare, per cui della grande gazzarra so poco e nulla, e non rimpiango particolarmente la mia ignoranza in materia.
Tuttavia, i pochi minuti di trasmissione che mi sono passati davanti ali occhi hanno lasciato qualche impronta e ispirato le seguenti considerazioni:
1- che la canzone che ricorderò è la deliziosa “Foca” di Rocco Papaleo/Daniele Silvestri, piuttosto che la vincitrice o una qualsiasi delle altre;
2- che i momenti di maggior ascolto sono coincisi con le arringhe dei comici o predicatori televisivi, piuttosto che (ancora!) con le canzoni;
3- che le esibizioni che hanno strappato più applausi in assoluto sono state quelle di Brian May e Patti Smith (per citare Chanel, le mode passano, lo stile resta… chapeau! anche al parrucchiere del mitico chitarrista….);
4- che la “sindrome di Battiato” sta mietendo vittime anche tra gli scrittori delle “canzonette” (non me ne vogliano i suoi fans, ma tranne rare eccezioni trovo i suoi testi arzigogolati e perlopiù antimusicali);
5- che ci si lamenti di quello che dice o fa Celentano quando è invitato in televisione per fare audience… inutile stracciarsi le vesti, un po’ di coerenza per favore. Siamo – più o meno – in un Paese libero: per quanto le sue opinioni possano risultare fastidiose o assurde, sono sue e ha il pieno diritto di esprimerle… e sono soprattutto note da tempo. Non si può chiedere a un leone di cinguettare;
6- che la gente il sabato sera non abbia altro in programma e resti a guardare la serata finale del festival… fate girare l’economia e andate a prendervi una pizza, l’anno prossimo…